fieno, pietra e Larice
rigenerazione di un edificio alpino in 3 unità abitative,
300 mq
Val Poschiavo, Svizzera
photo: Studio falù
Ci sono edifici che non chiedono di essere trasformati.
Chiedono di essere ascoltati.
Per decenni questo fienile ha custodito il ritmo della montagna: il profumo del fieno appena raccolto, il freddo trattenuto dalla pietra, il legno consumato dalle stagioni.
Ogni muro conserva il tempo come una corteccia conserva i propri anelli. Rigenerarlo non ha significato riportarlo a un'origine idealizzata, ma permettergli di continuare il proprio racconto.
L'intervento trasforma i suoi tre livelli in tre abitazioni indipendenti, unite da uno spazio che non appartiene a nessuno e, proprio per questo, appartiene a tutti: l'antico fienile. Conservato nella sua tripla altezza, rimane il cuore silenzioso della casa, uno spazio senza una funzione precisa, destinato alla lentezza, alla meditazione, all’incontro, alle conversazioni che non hanno fretta.
Qui il tempo rimane visibile mentre il nuovo entra con discrezione.
Gli antichi muri in pietra e intonaco, conservati nelle loro stratificazioni, rivelano gli anni trascorsi senza cercare di nasconderli. La luce scorre sulle superfici e rende ogni imperfezione parte dell'architettura.
Il legno di Larice riveste pareti e soffitti, diventa pavimento, serramento e arredo. Non vuole imporsi sulla pietra, ma accompagnarla.
La sua presenza calda e silenziosa costruisce un dialogo continuo con la materia esistente, come se fosse sempre appartenuto a questo luogo.
Anche le finestre non sono semplici aperture.
Sono gesti rivolti al paesaggio.
Alcune si dilatano fino a trasformare le montagne in una presenza quotidiana; altre rimangono profonde e raccolte, scavate nello spessore della muratura come piccole feritoie.
Ogni apertura sceglie cosa mostrare, trasformando il paesaggio in una sequenza di immagini che cambiano con le stagioni.
Pietra, Larice, calce e canapa appartengono da sempre all'architettura alpina.
Riuniti in un sistema costruttivo contemporaneo, permettono all'edificio di respirare, di isolare naturalmente gli ambienti e di invecchiare con la stessa dignità con cui ha attraversato il secolo scorso.
Il progetto procede per sottrazione. Toglie per lasciare emergere.
Elimina il superfluo affinché rimangano la luce, la materia e il paesaggio.
È un minimalismo che non nasce dalla ricerca dell'essenziale come stile, ma dal rispetto per ciò che era già presente…
lasciando che il tempo continui ad abitare l'architettura.